A Brescia la farmacia racconta trent’anni di storia e guarda al futuro

“Evoluzione della professione negli ultimi trent’anni e i traguardi futuri della farmacia bresciana” è stato il tema del convegno promosso il 4 giugno dall’Ordine di Brescia nella bella Chiesa del Santissimo Corpo di Cristo, autentico gioiello rinascimentale conosciuto come la “Cappella Sistina di Brescia”. Un appuntamento di alto profilo istituzionale e professionale, che ha riunito rappresentanti delle istituzioni, del mondo della farmacia e della sanità. La serata, significativamente intitolata Oltre la cura, ha avuto come momento centrale la presentazione del volume La farmacia bresciana nel XXI secolo, dedicato alla storia della professione sul territorio e ai cambiamenti che hanno trasformato in questi ultimi anni il ruolo del farmacista.

Ad accogliere gli ospiti e guidare la serata è stato il presidente dell’Ordine di Brescia, Francesco Rastrelli, artefice dell’iniziativa, che ha voluto costruire un momento capace di unire memoria, riconoscenza e visione futura. Nel suo intervento ha sottolineato come il volume presentato non rappresenti soltanto una raccolta di fatti e date, ma la testimonianza viva di una comunità professionale che ha saputo affrontare profonde trasformazioni senza mai smarrire la propria identità.

Rastrelli ha così ripercorso, con l’accompagnamento artistico del maestro Daniele Alberti, presidente della Fondazione Soldano, il cammino compiuto dalla farmacia bresciana negli ultimi decenni, evidenziando il contributo di generazioni di professionisti che hanno accompagnato le grandi riforme del settore, lo sviluppo della Farmacia dei servizi, il dialogo con le istituzioni sanitarie e la crescita della formazione professionale. Assai apprezzata è stata la scelta della sede del convegno, che il presidente ha collegato al valore della storia e della continuità. In questo contesto Rastrelli ha ricordato il ruolo fondamentale svolto dalle farmacie durante la pandemia, quando la croce verde è rimasta accesa anche nei momenti più difficili, garantendo assistenza, informazione e vicinanza ai cittadini.

Alla serata hanno preso parte importanti rappresentanti delle istituzioni, a partire dal presidente della Federazione degli Ordini, Andrea Mandelli, che ha ricordato il profondo cambiamento vissuto dalla professione negli ultimi vent’anni. Se un tempo il dibattito era concentrato sulla necessità di rafforzare il ruolo sanitario del farmacista, oggi molte di quelle prospettive sono diventate realtà. Le farmacie sono ormai protagoniste in ambiti quali le vaccinazioni e la telemedicina e poi è ormai evidente la volontà della categoria di continuare a essere centrale nell’assistenza sanitaria, anche dopo oltre ottocento anni di storia professionale.

Molto orientato alle prospettive della sanità territoriale l’intervento del vicepresidente della Regione Lombardia Marco Alparone, che ha definito la farmacia di comunità un presidio fondamentale del Servizio sanitario nazionale e regionale. Alparone ha parlato della farmacia come della più capillare infrastruttura di salute presente sul territorio, sottolineando come oggi il farmacista non si limiti più alla dispensazione del farmaco, ma partecipi a pieno titolo alla presa in carico del cittadino attraverso servizi, prevenzione, educazione sanitaria, telemedicina e supporto all’aderenza terapeutica. «La farmacia è il simbolo della prossimità», ha affermato, evidenziando il contributo decisivo offerto dai professionisti lombardi nel promuovere campagne vaccinali e cultura della prevenzione.

Assai seguito anche l’intervento di Clara Mottinelli, che ha proposto una riflessione sul percorso compiuto dalla farmacia negli ultimi trent’anni. Ha così ricordato come la professione sia profondamente cambiata sotto il profilo tecnologico e organizzativo: dalle ricette cartacee alle prescrizioni elettroniche, dall’assenza di servizi clinici all’attuale possibilità di eseguire vaccinazioni, tamponi e numerose attività di prevenzione. Tuttavia, secondo la presidente di Federfarma Brescia, un elemento è rimasto immutato: il rapporto di fiducia con il cittadino. «Il cuore della professione non è cambiato», ha osservato, sottolineando come la farmacia continui a rappresentare un punto di riferimento umano e professionale per le persone.

L’intera serata è stata attraversata da un filo conduttore preciso: la farmacia come luogo di incontro tra competenza scientifica e relazione umana. Un concetto emerso sia negli interventi istituzionali, sia nei momenti celebrativi che hanno visto la consegna dei riconoscimenti ai farmacisti con lunga anzianità professionale e l’accoglienza ufficiale dei nuovi iscritti all’Ordine. Così, pur in un tempo di profonde trasformazioni tecnologiche e organizzative, il convegno bresciano consegna un messaggio chiaro: la farmacia del futuro sarà sempre più integrata nel sistema sanitario, sempre più orientata ai servizi e alla prevenzione, sempre più fondata sul valore umano della prossimità. Un principio che Francesco Rastrelli ha voluto porre al centro dell’intera iniziativa, perché rappresenta il tratto distintivo della storia e dell’identità della farmacia bresciana.

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