Il coinvolgimento del farmacista di comunità nella gestione delle terapie oncologiche orali può contribuire in modo significativo alla sicurezza dei trattamenti, soprattutto attraverso la verifica delle prescrizioni e il confronto con gli specialisti ospedalieri.
A evidenziarlo è uno studio pubblicato sul Journal of Pharmaceutical Health Care and Sciences, che ha analizzato le richieste di chiarimento inviate dalle farmacie territoriali al National Cancer Center Hospital East in Giappone tra settembre 2023 e marzo 2025. Nel periodo considerato, le farmacie di comunità hanno dispensato oltre 184 mila prescrizioni. Tra più di 10 mila richieste di verifica rivolte all’ospedale, 384 riguardavano specificamente farmaci antitumorali orali.
Il valore clinico degli interventi

Il confronto tra farmacisti territoriali e specialisti ospedalieri ha permesso, in molti casi, di correggere o ottimizzare la terapia prescritta: dopo la verifica, infatti, il 77% delle prescrizioni è stato modificato. Le problematiche più frequentemente riscontrate riguardavano la durata del trattamento (23%), la gestione dei farmaci residui (20%) e il dosaggio dei medicinali (16%). Quasi la metà degli interventi valutati (49%) è stata considerata clinicamente significativa, soprattutto nei casi legati a incongruenze nella durata della terapia, criticità di dosaggio e omissioni prescrittive. Aspetti che, nell’ambito oncologico, possono influire sia sull’efficacia sia sulla tollerabilità dei trattamenti. Secondo gli autori, questi risultati riflettono la crescente complessità delle terapie oncologiche orali, che prevedono sempre più spesso schemi terapeutici personalizzati, modifiche della dose e sospensioni temporanee in base alle condizioni cliniche del paziente.
Lo studio sottolinea, inoltre, l’importanza di rafforzare la collaborazione tra farmacisti ospedalieri e farmacisti di comunità, favorendo una comunicazione più rapida e una maggiore condivisione delle informazioni cliniche, così da supportare in modo sempre più efficace la gestione dei pazienti oncologici seguiti a domicilio.
Prospettive future
Gli autori evidenziano alcuni limiti dell’analisi, legati soprattutto alla natura retrospettiva e monocentrica dello studio. Nonostante ciò, i risultati confermano il valore del farmacista di comunità come parte integrante del percorso assistenziale del paziente oncologico, all’interno di un modello multidisciplinare orientato alla sicurezza e alla qualità delle cure.
Fonte: Shibutani, Y., Ikou, K., Suzuki, S. et al. Details of oral anticancer drug prescription audits by community pharmacists: a retrospective analysis of prescription inquiries. J Pharm Health Care Sci (2026). https://doi.org/10.1186/s40780-026-00580-4
di Paolo Levantino, farmacista clinico e segretario nazionale Fenagifar
