Industria farmaceutica, i “Fab13”: investimenti, export e innovazione fanno dell’Italia un hub europeo

Negli ultimi dieci anni l’industria farmaceutica italiana ha compiuto un vero cambio di passo, affermandosi come uno dei settori più dinamici del sistema produttivo nazionale e come un protagonista di rilievo nello scenario europeo e globale. I dati più recenti, relativi al 2024, confermano una traiettoria di crescita che riguarda produzione, investimenti, occupazione ed export, con ricadute rilevanti non solo sul piano economico, ma anche su quello sanitario e sociale.

Oggi il comparto farmaceutico pesa per circa il 10% dell’export complessivo italiano e rappresenta uno dei principali motori della competitività del Paese. Il valore della produzione aggregata delle aziende farmaceutiche operanti in Italia -multinazionali e italiane aderenti a Farmindustria- ha raggiunto nel 2024 i 56,1 miliardi di euro, quasi raddoppiando rispetto al 2016 (+87%). Ancora più marcata la crescita delle esportazioni, salite a 53,8 miliardi di euro, con un incremento del 152% nello stesso periodo, trainate in particolare dai prodotti ad alta tecnologia.

Il ruolo strategico delle aziende italiane

All’interno di questo scenario positivo, un contributo di primo piano arriva dalle imprese farmaceutiche a capitale italiano, in particolare dalle “Fab13”, il gruppo che riunisce tredici aziende storiche del made in Italy farmaceutico, tra cui Alfasigma, Angelini Pharma, Chiesi, Dompé, Menarini, Recordati e Zambon. Aziende che hanno saputo crescere grazie all’internazionalizzazione, continuando però a consolidare la propria presenza nel nostro Paese.

Nel 2024 le Fab13 hanno registrato ricavi aggregati per 18,9 miliardi di euro, in aumento del 12% rispetto all’anno precedente. La crescita è stata trainata soprattutto dai mercati esteri (+14%), mentre il mercato domestico ha mostrato segnali di maggiore stagnazione (+2%), riflettendo una domanda interna ancora debole. Particolarmente significativi i dati sull’export, cresciuto del 16% in un solo anno, a fronte di un +10% dell’export farmaceutico nazionale complessivo. Un risultato che conferma la capacità delle aziende italiane di competere sui mercati internazionali ad alto valore aggiunto.

Investimenti e occupazione: la leva della ricerca

Il motore principale di questa crescita resta l’investimento in Ricerca e Sviluppo. Nel 2024 gli investimenti complessivi delle Fab13 (al netto di acquisizioni) sono aumentati del 21%, superando i 4 miliardi di euro a livello di settore. Di questi, 1,4 miliardi sono stati destinati alla R&S dalle sole Fab13, con un incremento del 27% in un anno, pari al 43% dei loro investimenti totali.

La spinta agli investimenti si riflette anche sull’occupazione. Le Fab13 impiegano circa 50.400 addetti, pari al 22% dell’intera forza lavoro del settore farmaceutico in Italia. Il dato complessivo è cresciuto del 3% nel 2024, con un +2% in Italia. Si tratta di occupazione altamente qualificata: oltre l’80% dei lavoratori è laureato o diplomato, più del 90% ha un contratto a tempo indeterminato e la presenza femminile è pari al 50%. Elevata anche l’incidenza degli occupati in R&S, che in Italia raggiunge il 56%.

Un asset strategico per il Paese e per la sanità

Con 65 siti produttivi (di cui 29 in Italia), 51 centri di ricerca nel mondo e una rete di quasi 290 filiali, le aziende delle Fab13 contribuiscono in modo concreto alla sicurezza e all’autonomia del sistema farmaceutico nazionale. Negli ultimi anni hanno ampliato i propri

portfolio attraverso acquisizioni, partnership e licenze, investendo in farmaci innovativi, terapie personalizzate e medicinali orfani per le malattie rare.

In un contesto globale segnato da tensioni geopolitiche e da una crescente attenzione alle filiere strategiche, l’industria farmaceutica italiana si conferma dunque un asset chiave, capace di coniugare competitività industriale, innovazione scientifica e tutela della salute. Un patrimonio che coinvolge direttamente anche la farmacia territoriale, chiamata sempre più a confrontarsi con un’offerta terapeutica in evoluzione e con un sistema produttivo nazionale solido e orientato al futuro.

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