Quando si parla di rischio cardiovascolare si tende a pensare ai pazienti già considerati ad alto rischio. In realtà, secondo l’Osservatorio del Rischio Cardiovascolare del Progetto CUORE, circa il 90% degli assistiti valutati si collocava nelle fasce di rischio basso, moderato-basso o moderato.
È su questa ampia quota di popolazione che la prevenzione può giocare un ruolo importante. Il razionale lo ricordano il Prof. Perrone Filardi e il Prof. Cicero sulla rivista della Società Italiana di Cardiologia: il colesterolo LDL non è solo un “fattore di rischio” cardiovascolare, ma il principale fattore causale alla base dello sviluppo dell’aterosclerosi.
Il contributo richiama poi due principi preventivi:
• Lower is better: ogni riduzione di C-LDL riduce proporzionalmente il rischio.
• Earlier is better (“lower for longer”): il danno aterosclerotico dipende dall’esposizione cumulativa al C-LDL nel corso della vita; perciò, una riduzione precoce e duratura dei suoi livelli si associa a un minor rischio cardiovascolare nel lungo termine.
È seguendo questa logica di prevenzione primordiale e primaria che, nei soggetti a rischio basso o moderato, gli integratori ipocolesterolemizzanti possono trovare spazio come supporto al controllo del colesterolo, da affiancare a una dieta equilibrata e uno stile di vita sano. Non tutti gli integratori, però, sono uguali: la qualità della formulazione, le evidenze scientifiche disponibili e la presenza di studi clinici condotti sul prodotto finito sono gli elementi che dovrebbero guidare la scelta.
Sul piano normativo il quadro è cambiato: dopo le restrizioni sulle dosi di monacolina K da riso rosso fermentato, il Regolamento (UE) 2024/2041 ne ha revocato l’health claim, che con 10 mg/die consentiva di dichiarare in etichetta un contributo al mantenimento di livelli normali di colesterolo nel sangue. Resta inoltre il nodo della sicurezza: non è stato possibile fissare un livello di assunzione giornaliera di monacoline da riso rosso fermentato che non desti preoccupazioni circa gli effetti nocivi per la salute nella popolazione generale, a prescindere dalla riduzione del dosaggio e dalla perdita del claim. Nella stessa direzione va il Focused Update ESC/EAS 2025, richiamato dal Prof.Perrone Filardi e il Prof. Cicero, secondo cui «supplementi dietetici e vitamine non documentatamente sicuri e senza efficacia significativa sulla riduzione dei livelli di C-LDL non sono consigliati per ridurre il rischio cardiovascolare». Ne deriva un criterio di scelta chiaro: un integratore ipocolesterolemizzante dovrebbe essere selezionato sulla base di efficacia, sicurezza e qualità, privilegiando i prodotti con studi clinici condotti sulla formulazione finita. Gli stessi autori indicano come esemplificativo Cardioritmon® Colesterolo, per il quale esistono studi clinici sul prodotto finito che documentano, con una posologia di 2 capsule al die, riduzioni di C-LDL fino al 25% in associazione a modificazione dello stile di vita, con un profilo di tollerabilità favorevole.
A questi si aggiungono i dati più recenti: lo studio real-life condotto su una coorte di 254 pazienti di cure primarie, pubblicato sull’Italian Journal of Primary Care, conferma l’efficacia di Cardioritmon Colesterolo, assunto alla posologia di 2 capsule al die in singola somministrazione, e mostra quanto il beneficio atteso dipenda anche dalla continuità di assunzione. Nei 138 pazienti valutati, a 90 giorni dall’inizio del trattamento il sottogruppo di 65 pazienti con aderenza al trattamento verificata al 90% ha mostrato riduzioni medie del 26,7% per il C-LDL, del 16,4% per il colesterolo totale e del 21,3% per il colesterolo non-HDL.
Nell’analisi osservata, i pazienti con maggiore aderenza al trattamento hanno mostrato una maggiore riduzione dei livelli di colesterolo.
È per questo che il counseling in farmacia può rappresentare un momento importante non solo per spiegare correttamente le modalità di assunzione: nel caso di Cardioritmon Colesterolo 1 o 2 cps die, preferibilmente dopo cena ma anche per richiamare la necessaria continuità nel tempo. Il farmacista può inoltre favorire la comprensione del percorso e ricordare al paziente l’importanza di effettuare con regolarità i controlli del profilo lipidico concordati con il medico.
Bibliografia
1. Palmieri L, Rielli R, Donfrancesco C, Dematté L, Vannucchi S, Giampaoli S. Rischio Cardiovascolare Globale Assoluto e Osservatorio del Rischio Cardiovascolare. In: Rapporto Osservasalute 2018. Stato di salute e qualità dell’assistenza nelle regioni italiane. Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane, 2019: 192-196.
2. Cicero AFG, Perrone Filardi P. Integratori ipocolesterolemizzanti: criteri di scelta tra razionale scientifico, effetti clinicamente rilevanti e sicurezza di impiego. CardioSic 2025; Anno II, Estratto 2 al n. 4.
3. Regolamento (UE) 2024/2041 della Commissione del 29 luglio 2024 che modifica il regolamento (UE) n. 432/2012 per quanto riguarda l’indicazione sulla salute riguardante la monacolina K da riso rosso fermentato. GUUE L, 30.7.2024.
4. Contursi V, Moretti A, Papa O, Zamparella M. Efficacia a breve termine del trattamento con Cardioritmon® Colesterolo nei pazienti con ipercolesterolemia lieve-moderata. Un’analisi retrospettiva in real life di una coorte di pazienti ambulatoriali di cure primarie. Fase II. Italian Journal of Primary Care 2026; 13(1).
