L’intelligenza artificiale sta diventando un nuovo punto di riferimento per le informazioni sanitarie. Secondo il sondaggio “Dottor AI – Come gli italiani usano l’intelligenza artificiale in tema di salute”, promosso da Cerba HealthCare Italia su un campione rappresentativo di 1.000 cittadini, oltre il 70% degli italiani utilizza almeno occasionalmente strumenti basati sull’AI per cercare informazioni sulla salute. Le richieste riguardano soprattutto:
· comprensione di sintomi e disturbi (39% delle menzioni);
· interpretazione di esami e referti (30%);
· informazioni su farmaci e terapie;
· valutazione dell’opportunità di rivolgersi a un medico.
La fiducia appare sorprendentemente elevata: tra chi utilizza questi strumenti, il 57% dichiara di fidarsi abbastanza delle informazioni ricevute e oltre il 41% afferma di fidarsene molto. L’indagine evidenzia però anche alcune criticità. Soltanto il 2,6% degli utilizzatori verifica sistematicamente con un professionista sanitario le informazioni ottenute dall’IA, dimostrando che questi strumenti vengono spesso percepiti come una fonte autonoma di informazione.
Nonostante ciò, gli italiani non immaginano un futuro senza medici: oltre il 70% esclude che l’intelligenza artificiale possa sostituire il professionista sanitario, mentre il 58% dichiara che si fiderebbe maggiormente dell’IA se fosse supervisionata o integrata da medici reali. In altre parole, la salute del futuro appare sempre più “ibrida”: digitale, ma ancora fortemente ancorata alla competenza umana.
