La generazione degli over 55 sta cambiando volto, e con essa cambia anche il modo di intendere la longevità e l’accesso ai servizi, sanitari e non solo. L’Osservatorio Longevity & Silver Economy del Politecnico di Milano fotografa un’Italia che invecchia, ma anche un’Italia che si evolve: i senior di oggi non sono più una fascia fragile, bensì un target informato, dinamico e sorprendentemente digitale. Un dato su tutti: il 67% conosce la Generative AI e il 34% l’ha già utilizzata, con ChatGpt come strumento più noto. Percentuale che sale al 63% tra chi vive con i figli, segno di come la contaminazione intergenerazionale acceleri la dimestichezza tecnologica.
La consapevolezza digitale si riflette anche nelle attività quotidiane. Il 71% usa i social media, il 35% fa acquisti online in autonomia e il 59% si considera competente nell’uso delle app di messaggistica. Non solo: il 53% sa effettuare ricerche online, il 43% usa con sicurezza la mail e oltre un terzo effettua pagamenti digitali. Numeri che smontano definitivamente l’idea di “anziani non digitalizzati”, troppo spesso ancora radicata nel dibattito pubblico.

Punti di forza e di debolezza
Accanto a questa crescente confidenza con gli strumenti informatici, però, emerge un paradosso importante: metà dei senior teme di essere esclusa dai servizi se non riuscirà a tenere il passo dell’innovazione. Inoltre, il 72% teme che queste tecnologie possano generare isolamento sociale, e una percentuale identica esprime preoccupazione per la difficoltà nel distinguere contenuti reali da quelli generati dall’AI. Una percezione che riflette un bisogno profondo di formazione e supporto, soprattutto nei contesti più delicati come salute e benessere.
In questo scenario, il ruolo dei professionisti sanitari -e dei farmacisti in particolare- diventa strategico. La farmacia è spesso il primo presidio territoriale cui il senior si rivolge, anche per un semplice consiglio digitale: dall’attivazione di un Fascicolo sanitario elettronico, all’utilizzo di app di prenotazione, fino alla comprensione dei servizi di telemedicina. E i dati dell’Osservatorio confermano che la domanda è già presente: un over 55 su cinque ha partecipato a programmi di prevenzione personalizzata, mentre gli strumenti digitali per la salute, seppur ancora poco diffusi, risultano più utilizzati tra chi convive con patologie croniche.
La tecnologia diventa così leva di autonomia: il 10% utilizza sistemi di domotica, con percentuali più alte tra chi ha figli lontani. Eppure, quando si parla di sicurezza economica, l’innovazione è ancora poco sfruttata: solamente il 13% si affida a un consulente finanziario e appena il 7% aderisce a forme di previdenza complementare, nonostante oltre il 60% della ricchezza del Paese sia detenuto proprio dagli over 55.

I suggerimenti conclusivi
Il quadro che emerge è quello di una generazione eterogenea, attiva e desiderosa di rimanere protagonista della società, anche nella fase della pensione: per il 45% significa riscoprire le proprie passioni, per il 20% dedicarsi ai propri cari. Ma è anche una generazione che chiede che il digitale sia progettato con loro e per loro. Pertanto, come sottolineano i ricercatori dell’Osservatorio, la sfida dei prossimi anni sarà garantire una trasformazione digitale realmente inclusiva, capace di valorizzare e non escludere. Per il mondo della farmacia -luogo di cura, ascolto e servizio- questa rappresenta un’opportunità concreta: diventare un punto di riferimento non soltanto clinico, ma anche digitale, accompagnando i senior verso nuove forme di autonomia, prevenzione e benessere.
