Screening oncologici organizzati in farmacia

Merita di essere segnalata l’iniziativa “5 buoni motivi per fare prevenzione”, frutto della collaborazione tra Andos e Federfarma, partita recentemente con l’obiettivo di promuovere l’adesione dei cittadini agli screening oncologici pubblici alla mammella, al colon-retto e alla cervice uterina. Il protocollo di collaborazione prevede una campagna di comunicazione affidata a video e a locandine da esporre, e consente di valorizzare il ruolo della farmacia come presidio sanitario di prossimità, capace di assistere e orientare i cittadini nel percorso di prevenzione e diagnosi precoce. In Italia, gli screening oncologici organizzati sono già un’infrastruttura sanitaria disponibile, ma la vera sfida è far sì che l’offerta si trasformi in concreta partecipazione. È qui che emerge con forza il ruolo della farmacia, capace d’intercettare la popolazione reale. L’efficacia di uno screening, infatti, si misura sulla capacità di raggiungere chi non aderisce spontaneamente, e questo è un terreno dove può evidenziarsi anche la professionalità del farmacista.

Il contesto epidemiologico

Nel 2020 sono state 2,7 milioni le persone con nuova diagnosi di cancro nell’Unione Europea e ulteriori 1,3 milioni hanno perso la vita a causa di questa malattia. Per quanto poi riguarda l’Italia, nel 2024 sono stimate circa 390.100 nuove diagnosi di tumore e 180.700 decessi per cancro. Ma vediamo quale può essere l’impatto di una diagnosi precoce in questi tre screening:

  • tumore della mammella: in Europa si stimano 355.500 nuovi casi e 91.000 decessi ogni anno; in Italia 53.686 nuovi casi e 12.000 decessi. La sopravvivenza a 5 anni nello stadio 1 è del 100%, nello stadio 4 del 26%.
  • tumore del colon-retto: in Europa si stimano 341.000 nuovi casi e 156.000 decessi ogni anno; in Italia 48.706 nuove diagnosi (terza neoplasia più frequente negli uomini e seconda nelle donne) e 24.200 decessi. La sopravvivenza a 5 anni nello stadio 1 è del 90%; nello stadio 4 del 10%.
  • tumore della cervice uterina: in Europa si stimano 60.000 nuove diagnosi e 25.000 decessi ogni anno; in Italia circa 2.382 nuove diagnosi e 500 decessi.

 

Lo stato attuale in Italia

Relativamente all’estensione (invitati sul totale degli aventi diritto), in Italia nel 2024 è stata raggiunta praticamente tutta la popolazione, ma sono emerse evidenti differenze per macroarea geografica. In termini di sanità pubblica, significa che la macchina degli inviti funziona, ma la risposta del cittadino resta la variabile critica. Ed è esattamente la variabile su cui potrebbe agire la farmacia.

 

Barriere e facilitazioni alla partecipazione

Il documento Andos richiama barriere di sistema (accessibilità, organizzazione, prossimità dell’offerta) e barriere individuali e sociali (vulnerabilità, livello di istruzione, difficoltà economiche, paese di provenienza). Inoltre, sottolinea che chi partecipa meno agli screening tende poi ad avere stili di vita meno corretti. L’obiettivo, quindi, è rappresentato dalla capacità del sistema di incrementare l’alfabetizzazione sanitaria delle popolazioni più vulnerabili e, in tal senso, è fondamentale aumentare em­powerment ed engagement del cittadino.

Qualunque attività di prevenzione, infatti, perde efficacia se non raggiunge la popolazione a rischio, promuovendone la partecipazione. Ed è proprio qui allora che rientra la funzione e l’utilità della farmacia, come presidio sanitario capillare, competente e fiduciario, capace d’informare correttamente, di ridurre le barriere, di rendere la prevenzione un’abitudine. È un ruolo di grande importanza non soltanto per la farmacia dei servizi, ma per l’intero sistema sanitario.

(N.B.: all’iniziativa “5 buoni motivi per fare prevenzione” Farma 7 n. 3 ha dedicato un “Documento” (pag. 8, 9 e 10), da cui si possono trarre maggiori informazioni).

 

 

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