L’intelligenza artificiale continua a conquistare spazio nella vita quotidiana, ma il suo sviluppo è accompagnato da sentimenti contrastanti. Da una parte cresce la percezione delle opportunità offerte dall’AI, dall’altra rimangono forti le preoccupazioni legate ai suoi effetti sociali, economici e persino ambientali. È il quadro che emerge dall’Ipsos AI Monitor 2026, che evidenzia come entusiasmo e timore siano oggi le due facce della stessa medaglia.
La ricerca, condotta in 32 Paesi tra cui l’Italia, mostra infatti che le opinioni sull’intelligenza artificiale si sono stabilizzate dopo il forte impatto provocato dall’arrivo di ChatGPT. Se la tecnologia continua a evolvere rapidamente, gli atteggiamenti delle persone cambiano invece più lentamente.
Un equilibrio tra fiducia e preoccupazione
L’aspetto più interessante dell’indagine riguarda proprio la convivenza tra sentimenti opposti. Oggi il numero di coloro che si dichiarano entusiasti dell’AI è pressoché pari a quello di chi si considera preoccupato. E spesso queste due emozioni coesistono nella stessa persona.
Il contesto geografico incide notevolmente sulle percezioni. In Asia e in America Latina, per esempio, prevale un atteggiamento più ottimista, con una maggiore fiducia nei benefici della tecnologia e una più ampia disponibilità ad adottare prodotti e servizi basati sull’AI. In Europa e Nord America, invece, emergono maggiori cautele e timori. Gli italiani, pur mantenendo un approccio prudente, riconoscono il crescente impatto dell’intelligenza artificiale sulla società: il 46% ritiene che l’AI abbia già modificato la propria vita negli ultimi anni, mentre il 62% si aspetta cambiamenti ancora più significativi nel prossimo futuro.
L’AI come alleata del lavoro
Tra gli aspetti più positivi emerge il contributo dell’intelligenza artificiale all’efficienza lavorativa. A livello internazionale il 62% dei lavoratori afferma che l’AI gli ha consentito di risparmiare tempo nell’ultimo anno. Il beneficio è percepito soprattutto dai più giovani e dalle fasce di reddito più elevate.
Anche sul fronte ambientale prevale una moderata apertura. Quasi la metà degli intervistati nei 32 Paesi considera i vantaggi dell’intelligenza artificiale superiori ai costi ambientali che il suo sviluppo comporta. In Italia il 53% ritiene che i prodotti e servizi basati sull’AI offrano più vantaggi che svantaggi, e il 46% pensa che i benefici per la società superino l’impatto ambientale.
Non mancano tuttavia le aree di criticità. Uno dei temi più sensibili riguarda l’affidabilità delle informazioni generate dall’AI. Quasi una persona su due a livello globale dichiara che si fiderebbe meno di uno strumento di intelligenza artificiale se le sue risposte fossero influenzate dagli inserzionisti pubblicitari presenti sulla piattaforma. È un dato che conferma come la fiducia rappresenti il nodo centrale per il futuro dell’AI. Le persone ne riconoscono l’utilità e ne prevedono un ruolo crescente, ma chiedono al tempo stesso trasparenza, controlli e garanzie sulla qualità delle informazioni ricevute.
