Il nostro è un Paese soleggiato, eppure i dati dell’Istituto Superiore di Sanità raccontano che circa il sessanta per cento della popolazione presenta livelli insufficienti di vitamina D, con incidenze che superano il settanta per cento tra gli anziani. La discrepanza tra ciò che si sa e ciò che si fa rimane significativa, e non riguarda soltanto la consapevolezza del paziente, ma anche la capacità dei professionisti della salute di intercettare e colmare questa distanza.
È proprio da questa frattura che nasce “Tra il Dire e il Fare”, la nuova web serie di IBSA Farmaceutici Italia realizzata da Format MEDICOM e disponibile da febbraio 2026 su YouTube e sui canali digitali dell’azienda. Sei episodi da circa nove minuti ciascuno uniscono racconto, approfondimento scientifico e un’ambientazione capace di valorizzare alcuni dei Borghi più belli d’Italia. Una scelta narrativa che arricchisce il messaggio, trasformando un tema clinico in un’esperienza immersiva, dove la salute non è separata dalla vita quotidiana ma inserita in un contesto di relazioni, luoghi e storie quotidiane.
La serie si fonda sull’idea che la Disease Awareness non può più limitarsi alla divulgazione tecnica. Oggi la conoscenza richiede forme di ingaggio nuove, capaci di tradurre l’informazione in comportamento, e non semplicemente in nozioni. Lo dimostrano anche i dati: uno studio Google & Ipsos evidenzia che contenuti audiovisivi ben progettati aumentano l’attenzione fino al trenta per cento e incidono sulla memorabilità del messaggio molto più della comunicazione tradizionale. In un contesto in cui la prevenzione è spesso affidata alla motivazione individuale, proporre un linguaggio che coinvolga e trattenga il pubblico diventa parte integrante della strategia sanitaria.
Il valore della serie risiede proprio nell’integrazione tra fiction e approfondimento clinico. Le storie raccontano situazioni quotidiane, riconoscibili, nelle quali il paziente può identificarsi; subito dopo, specialisti in ambito reumatologico, ortopedico e osteometabolico riprendono i temi emersi e li ricollocano nella cornice scientifica corretta. È un modo per restituire complessità senza appesantire, rafforzando il legame tra narrazione ed evidenze. Non si tratta di intrattenimento mascherato da informazione, ma di un progetto culturale che unisce estetica, rigore scientifico e divulgazione responsabile.
Per i farmacisti questo approccio assume una particolare rilevanza. Le farmacie sono oggi uno dei principali punti di riferimento per l’educazione sanitaria del cittadino, un presidio di prossimità che intercetta dubbi, richieste e, sempre più spesso, carenze nutrizionali legate alla vita moderna. La vitamina D è una delle aree in cui il dialogo farmacista paziente può davvero fare la differenza: dalla valutazione dei fattori di rischio alla gestione della supplementazione, fino alla continuità tra indicazioni del medico e quotidianità del paziente.
Il progetto, sviluppato secondo il Metodo MEDICOM – che unisce grammatica televisiva e validazione clinica – verrà presentato come caso di studio nel Master di Divulgazione Scientifica dell’Università di Siena. Una conferma del valore metodologico dell’iniziativa e della direzione verso cui si sta muovendo la comunicazione sanitaria: non più semplice trasmissione di dati, ma costruzione di significato attraverso esperienze narrative misurabili.
