Il mal di pancia riguarda oltre 9 italiani su 10, ma più della metà delle persone non si sente sicura nel gestirlo in autonomia. È da questa consapevolezza che nasce “Capire la Pancia”, il progetto promosso da Sifac – Società Italiana di Farmacia Clinica, con l’obiettivo di migliorare la gestione dei disturbi gastrointestinali e sostenere il ruolo del farmacista come figura chiave nell’orientamento dei cittadini.
Secondo i dati emersi da una survey osservazionale condotta nelle farmacie italiane tra ottobre e dicembre 2025 su 406 adulti, oltre il 93% degli intervistati ha sperimentato almeno un episodio di mal di pancia nell’ultimo anno e circa quattro persone su dieci soffrono di episodi ricorrenti. Nonostante la diffusione, più della metà dichiara di non sentirsi sicura nella gestione autonoma del disturbo.
Il dato evidenzia un elemento cruciale: la distanza tra la frequenza del sintomo e la reale capacità di interpretarlo. Il “mal di pancia”, infatti, viene utilizzato nel linguaggio comune come un contenitore generico che racchiude condizioni molto diverse tra loro -dal reflusso al gonfiore, dai crampi alle alterazioni intestinali- rendendo difficile per il cittadino distinguere cause e approcci terapeutici appropriati.
La farmacia di comunità si conferma un presidio sanitario di prossimità fondamentale. Il farmacista rappresenta spesso il primo punto di contatto nel percorso di self-care, chiamato non solo a fornire un rimedio ma soprattutto a interpretare il bisogno, orientare le scelte e, quando necessario, indirizzare al medico. La survey sottolinea come, pur in presenza di un’alta propensione all’automedicazione –che coinvolge circa il 90% dei cittadini– la gestione avvenga frequentemente senza una reale comprensione del sintomo, con il rischio di scelte non sempre adeguate.
“Capire la Pancia” si inserisce proprio in questo scenario con un approccio integrato che unisce ricerca, formazione e strumenti operativi. L’obiettivo è da un lato migliorare l’alfabetizzazione sanitaria dei cittadini, dall’altro fornire ai farmacisti strumenti concreti per affinare la consulenza. Il progetto prevede infatti lo sviluppo di protocolli di consiglio scientificamente validati, algoritmi decisionali e tecniche di comunicazione mirate, pensati per rendere più efficace il dialogo con il paziente.
Il percorso, presentato ufficialmente durante Cosmofarma 2026 (Bologna, 8–10 maggio), entrerà nella fase operativa a partire da giugno con un programma di formazione continuativa che coinvolgerà circa 20.000 farmacisti su tutto il territorio nazionale per l’intero anno. L’iniziativa mira ad accompagnare l’evoluzione professionale del farmacista nella gestione del “mal di pancia”, mettendo a disposizione strumenti concreti per ottimizzare il dialogo con il cittadino. Attraverso protocolli scientificamente validati, algoritmi decisionali e tecniche di comunicazione mirate, il farmacista sarà guidato in ogni fase dell’interazione, garantendo una consulenza sempre più precisa e autorevole. Verrà adottato un modello formativo integrato: una sinergia che vedrà impegnata la rete di informazione scientifica, collaborazioni strategiche con le principali catene di farmacie e una serie di iniziative educative e scientifiche appositamente dedicate.
Alla base dell’iniziativa c’è anche un lavoro di educazione sui falsi miti legati ai disturbi gastrointestinali, spesso radicati nella percezione comune. Tra questi, l’idea che il gonfiore dipenda sempre da eccessi alimentari, che il reflusso sia causato esclusivamente dalla dieta o che l’assunzione di antidolorifici rappresenti sempre la soluzione più adeguata. In realtà, fattori come stress, stile di vita, farmaci e condizioni individuali giocano un ruolo determinante nella comparsa dei sintomi.
Allo stesso modo, emerge l’importanza di un approccio più consapevole al self-care: una corretta idratazione può contribuire al benessere intestinale, mentre una gestione superficiale o standardizzata –come il ricorso sistematico alla cosiddetta “dieta in bianco”– non sempre risulta appropriata e può ritardare l’individuazione della causa reale del disturbo.
“Il mal di pancia è uno di quei disturbi che tutti pensano di conoscere, ma che in realtà richiede una lettura attenta, perché dietro una definizione apparentemente semplice possono esserci condizioni cliniche molto diverse tra loro. Il farmacista diventa quindi una figura chiave per aiutare il paziente a interpretare il sintomo e orientarlo correttamente nell’individuazione dell’approccio terapeutico o, quando necessario, nell’invio al medico” afferma il professor Corrado Giua, Presidente Sifac.
Il progetto punta quindi a colmare un vuoto ancora esistente nella pratica quotidiana della farmacia, dove mancano linee guida condivise e strumenti strutturati per la gestione del mal di pancia. Rafforzare le competenze del farmacista significa non solo migliorare la qualità della consulenza, ma anche contribuire a una maggiore appropriatezza nell’uso dei farmaci e a una più efficace presa in carico del paziente.
In un contesto in cui la domanda di salute cresce e si evolve, “Capire la Pancia” rappresenta un esempio di come la farmacia possa consolidare il proprio ruolo clinico e relazionale. Non più solo luogo di dispensazione, ma spazio di ascolto e orientamento, capace di guidare il cittadino verso scelte più informate e consapevoli nella gestione di disturbi tanto diffusi quanto complessi.
“Le persone gestiscono il mal di pancia spesso in autonomia, ma senza sentirsi davvero sicure. Le persone agiscono, ma non sempre con piena comprensione dei sintomi. La velocità della risposta spesso prevale sulla correttezza della scelta, dunque risulta fondamentale il ruolo del farmacista: capire perché un disturbo si manifesta, come prevenirlo e quando è necessario rivolgersi al medico” precisa Carolina Carosio, farmacista clinica e Ricercatrice Sifac.
