L’effetto Olimpiadi trascina gli sport invernali. I consigli della Sir per chi soffre di patologie reumatologiche

Con i Giochi Olimpici Invernali MilanoCortina 2026, l’attenzione verso sci, pattinaggio e attività sulla neve cresce rapidamente. Un’occasione perfetta -secondo la Società italiana di reumatologia (Sir)- per sfatare alcuni luoghi comuni ancora radicati tra i pazienti con patologie reumatologiche: che il freddo faccia male alle articolazioni e che l’attività fisica sia sconsigliabile. 

Gli specialisti ricordano, invece, che il movimento, anche in inverno, è parte integrante della cura. L’esercizio regolare, se ben calibrato, aiuta a ridurre il dolore, migliorare la mobilità articolare, proteggere la struttura muscoloscheletrica, favorire la qualità del sonno e persino migliorare la tollerabilità dei farmaci. Quanto al freddo, non rappresenta un fattore che riattiva la malattia: semplicemente può aumentare la rigidità muscolare e amplificare la percezione del dolore, ma non “riaccende” il processo infiammatorio. Per i farmacisti, primo punto di riferimento per molti pazienti cronici, questo rappresenta un messaggio cruciale: lo sport non è un tabù, e anzi può essere incoraggiato, purché venga modulato in base alle condizioni individuali.  

Quali attività invernali sono più indicate? 

Secondo la Sir, discipline come sci di fondo, ciaspolate e pattinaggio risultano particolarmente utili, perché migliorano equilibrio, coordinazione, forza neuromuscolare e anche la densità ossea. Tuttavia, non esistono sport “giusti” o “sbagliati” in assoluto: tutto dipende dal tipo di malattia, dalla fase clinica e dal livello di allenamento. 

Fondamentale invece preparare il corpo: prima di affrontare la neve è necessario lavorare su equilibrio, postura, stabilità del core e controllo del movimento. Un passaggio spesso sottovalutato, ma essenziale per prevenire cadute e sovraccarichi.  

Cinque consigli da trasferire ai pazienti

La Sir sintetizza in cinque punti le regole fondamentali per praticare sport invernali in sicurezza. Sono indicazioni semplici, che il farmacista può integrare facilmente nell’attività quotidiana di educazione sanitaria. 

  1. Personalizzare l’attività – Scegliere sport e intensità in base alla malattia, alla fase clinica e alle articolazioni coinvolte. Evitare sovraccarichi. 
  1. Prepararsi in anticipo – Lavorare nei mesi precedenti su equilibrio, postura e stabilità. 
  1. Farsi seguire da specialisti – Costruire un programma insieme a reumatologo, medico dello sport e professionisti dell’esercizio. 
  1. Non saltare il riscaldamento – Attivare muscoli e articolazioni prima dell’attività riduce rigidità e rischio di infortuni. 
  1. Proteggersi dal freddo – Indossare abbigliamento tecnico per mantenere il calore corporeo e limitare la sensazione dolorosa. 

 

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