Il rapporto degli italiani con il benessere personale mostra un’evoluzione verso un approccio più olistico, in cui riposo e relax (60%), alimentazione equilibrata (52%) e attività fisica (51%) rappresentano i capisaldi. All’interno di questo quadro, gli integratori alimentari assumono un ruolo sempre più strutturato, diventando un complemento allo stile di vita e non un ricorso episodico: quasi 4 persone su 10 (38%) li usano infatti come supporto regolare.
La diffusione degli integratori è ormai trasversale: più dell’85% degli italiani li ha utilizzati nell’ultimo anno e un terzo ne fa un uso mensile abituale. Solo il 15% non li ha mai assunti. Il percepito è ampiamente positivo, con quasi 8 persone su 10 che dichiarano un miglioramento del proprio benessere. L’indagine “Italiani e Integratori alimentari”, realizzata da AstraRicerche per Integratori & Salute, fotografa con precisione questa crescita di fiducia e l’ampliamento delle competenze informali dei consumatori, ma anche le aree in cui persiste confusione.
“Non siamo di fronte a un acquisto impulsivo” commenta Germano Scarpa, Presidente di Integratori & Salute. “L’uso è metodico, fondato sulla percezione di benefici reali. Il mercato italiano ha mostrato una resilienza straordinaria, trasformandosi in un pilastro del mantenimento del benessere. L’integrazione, se inserita in uno stile di vita corretto e orientata dal consiglio di medici e farmacisti, rappresenta un investimento sulla longevità attiva. Parallelamente, è fondamentale continuare a sostenere ricerca scientifica e innovazione nelle formulazioni e lavorare sulla cultura di prodotto, eliminando i luoghi comuni ancora diffusi.”
Farmacia sempre punto di riferimento
Il dato più rilevante per la professione è che la farmacia rimane il punto di riferimento assoluto per l’acquisto: il 61% degli italiani sceglie questo canale perché lo percepisce come luogo sicuro e competente. L’online segue con il 33% e supera la GDO, che si ferma al 21,5%. Anche nella fase decisionale il ruolo del farmacista è centrale: due utilizzatori su tre (65%) seguono il consiglio di un professionista sanitario, mentre solo un terzo si affida al fai da te, una pratica che può esporre a scelte inappropriate, errori di dosaggio o sovrapposizioni non indicate.
Medici e farmacisti rappresentano anche le principali fonti di informazione. Il 41% degli italiani dichiara di rivolgersi ai medici e il 40% ai farmacisti per comprendere meglio funzione, utilizzi e limiti degli integratori. Pur crescendo, i canali digitali restano secondari: Google raggiunge il 22%, i siti dei produttori il 12,5%, mentre social e influencer mantengono un ruolo marginale. “Il consumatore riconosce nel farmacista un filtro competente e affidabile” osserva ancora Scarpa. “Per questo è essenziale continuare a investire nella formazione: conoscere la biochimica dell’integratore, spiegare la biodisponibilità, orientare sul momento corretto di assunzione. Solo una consulenza tecnica e autorevole può contrastare i fenomeni di disinformazione che circolano soprattutto online.”
La conoscenza del pubblico rimane però incompleta. Pur riconoscendone l’utilità per la salute generale, l’energia (34%) e il supporto immunitario (33%), molti italiani continuano ad attribuire agli integratori caratteristiche che non hanno, come la capacità di “curare” malattie o l’equivalenza con i farmaci. Il dato più significativo è che solo il 40% sa che nessun integratore richiede ricetta medica, mentre il 51% ritiene erroneamente che almeno alcuni la richiedano: un segnale evidente della necessità di una comunicazione più chiara, soprattutto nel punto vendita.
Integratori, quali i più venduti
Sul piano delle tipologie, emergono alcuni trend consolidati. Gli integratori per le difese immunitarie restano i più diffusi (39%), seguiti da quelli per l’energia fisica (37%) e da prodotti legati a esigenze più specifiche, come ossa, dieta, bellezza e intestino. Crescono anche quelli dedicati al sonno, allo stress e all’umore (18%) e alla concentrazione (16%), confermando che la domanda di benessere mentale è ormai parte integrante della richiesta dei consumatori.
Questi dati rafforzano il ruolo della farmacia come presidio non solo distributivo, ma consulenziale. La crescente centralità degli integratori nella vita quotidiana degli italiani rende il supporto professionale ancora più determinante, tanto nella scelta del prodotto quanto nella corretta gestione delle aspettative e della sicurezza d’uso.
