Un programma basato su videoconsulti, promemoria digitali e monitoraggio personalizzato della terapia può aiutare i pazienti con diabete di tipo 2 a seguire meglio il trattamento e a raggiungere più frequentemente gli obiettivi terapeutici. Attraverso una piattaforma digitale, i pazienti potevano registrare i valori della glicemia e l’assunzione dei medicinali, ricevere promemoria e partecipare a videoconsulti periodici. Il farmacista monitorava l’andamento della terapia e, quando emergevano possibili criticità, proponeva al medico eventuali modifiche del trattamento. Nel complesso sono state formulate 326 raccomandazioni personalizzate e oltre il 92% delle quali è stato accolto dai medici.

Questi i risultati di uno studio retrospettivo condotto in Cina, che ha analizzato i dati di 163 pazienti con diabete di tipo 2 assistiti tra gennaio 2022 e dicembre 2024, con un periodo di osservazione di sei mesi. Il lavoro è stato pubblicato ad agosto su “Frontiers”.
Più aderenza e migliore controllo glicemico
Al termine dei 6 mesi, i pazienti seguiti a distanza dal farmacista hanno mostrato una riduzione di 0,72 punti percentuali dell’emoglobina glicata rispetto a quelli che avevano ricevuto l’assistenza standard, insieme a un migliore controllo della glicemia a digiuno e dopo i pasti.
L’intervento è stato associato, anche, a una maggiore aderenza alla terapia. Dopo 6 mesi, quasi un paziente su due seguito dal farmacista mostrava un’aderenza elevata rispetto a uno su cinque del gruppo di controllo (44,7% contro 20,5%). La differenza è risultata ancora più evidente per la bassa aderenza, riscontrata nel 16,5% dei pazienti del gruppo di intervento e in oltre il 60% di quelli sottoposti all’assistenza standard.
I risultati sottolineano il possibile valore di un’assistenza continuativa, capace di sostenere il paziente nell’assunzione corretta dei medicinali, individuare le difficoltà che riducono l’aderenza e monitorare efficacia e tollerabilità dei trattamenti. La collaborazione tempestiva con il medico può consentire, inoltre, di intervenire più rapidamente quando la terapia richiede una rivalutazione.
Lo studio presenta, però, alcuni limiti, legati soprattutto alla natura retrospettiva e monocentrica e all’assenza di un’assegnazione casuale dei pazienti. Saranno , quindi, necessari studi prospettici e multicentrici per confermare l’efficacia e la sostenibilità di questo modello.
Fonte: Zhou Y, Liu X, Tang K, Cai Y, Yang Q, Wang B. Association between a clinical pharmacist-led multimodal remote medication intervention and individualized treatment outcomes in patients with type 2 diabetes mellitus. Front Endocrinol (Lausanne). 2026 Aug 4;17:1867163. doi: 10.3389/fendo.2026.1867163.
di Paolo Levantino, farmacista clinico e segretario nazionale Fenagifar
