Salute degli italiani, i principali fattori di rischio

Gli italiani risultano oggi meno sedentari rispetto al recente passato, ma il quadro complessivo degli stili di vita rimane critico: eccesso di peso, sedentarietà residua, fumo e consumo di alcol a rischio continuano a rappresentare minacce significative per la salute pubblica. È quanto emerge dal nuovo Report dell’Istat “Fattori di rischio per la salute: peso, sedentarietà, fumo e alcol – Anno 2025”, un documento ricco di indicatori utili per orientare il lavoro quotidiano dei farmacisti, sempre più coinvolti nel ruolo di educatori sanitari.

Peso corporeo: oltre quattro adulti su dieci sono in eccesso – Nel 2025, il 46,4% degli adulti presenta un eccesso ponderale: il 34,8% è in sovrappeso, l’11,6% è obeso (vedasi tabella 1). Negli ultimi dieci anni l’obesità è aumentata di quasi due punti percentuali, segno di una tendenza preoccupante nonostante una leggera contrazione del sovrappeso. Il dato conferma come l’eccesso di peso rappresenti tuttora uno dei principali fattori di rischio per diabete, malattie cardiovascolari, apnea del sonno e numerose patologie croniche.

 

Colpisce soprattutto la forbice di genere: gli uomini risultano molto più esposti, con un divario di oltre 20 punti percentuali nelle fasce 35-59 anni. Tra i minori (3-17 anni) l’eccesso di peso riguarda il 26%, con valori più alti nei maschi.

Sedentarietà: in calo, ma ancora troppo diffusa – La quota di sedentari scende al 30,8%, segnando un miglioramento significativo rispetto al 2024. Tuttavia, quasi un terzo della popolazione risulta non praticare né sport né attività fisica nel tempo libero. L’inattività si accentua dopo i 65 anni, dove supera un individuo su tre, e cresce tra chi ha un livello d’istruzione più basso: il 49,8% di chi possiede al massimo la licenza media è sedentario, contro il 15% dei laureati.

Patologie croniche: un italiano su due ne soffre – Secondo il report, il 46,8% degli adulti convive con almeno una patologia cronica. Quando si considera anche l’obesità -ora riconosciuta come malattia cronica dalla Legge 149/2025 e inclusa nei Lea- la quota sale al 51,1%. È un dato cruciale per il farmacista: più di una persona su quattro presenta comorbilità e richiede, quindi, un supporto costante nella gestione dei trattamenti, nell’aderenza terapeutica e nella prevenzione delle complicanze.

Fumo: ancora un’abitudine per quasi 10 milioni di italiani – Nel 2025 fuma il 18,6% della popolazione con più di 11 anni. La prevalenza scende rispetto al 2024, ma rimane superiore ai livelli più bassi registrati prima della pandemia. Il consumo è più diffuso tra i giovani adulti (25-34 anni: 27,4%) e tra gli uomini (22,3%). Preoccupa anche la crescita del ricorso a prodotti alternativi, come sigarette elettroniche e tabacco riscaldato, utilizzati dal 7,4% della popolazione, quasi il doppio rispetto al 2021.

Alcol: otto milioni di consumatori a rischio – Il 15,1% degli italiani presenta almeno un comportamento a rischio legato all’alcol (consumo eccedentario o binge drinking). La quota tocca il 21,3% tra gli uomini e supera il 17% tra gli adolescenti 11-17 anni. Negli ultimi dieci anni diminuisce il consumo eccedentario quotidiano, mentre aumentano le ubriacature episodiche, specialmente tra giovani e adulti under 45.

 

Il ruolo del farmacista nella prevenzione – Il quadro delineato dall’Istat evidenzia l’urgenza di un rafforzamento delle politiche di promozione della salute. Il farmacista, grazie alla sua presenza capillare e alla relazione diretta con cittadini spesso fragili o cronici, è una figura chiave per:

  • favorire l’adesione ai programmi di prevenzione,
  • promuovere stili di vita attivi,
  • orientare verso percorsi di supporto contro fumo, abuso di alcol e sovrappeso,
  • educare alla gestione delle cronicità,
  • intercettare precocemente situazioni di rischio.

Investire sul counseling sanitario in farmacia significa rafforzare uno degli snodi più accessibili e affidabili del sistema sanitario territoriale.

 

 

Related posts