L’impatto dei test per lo streptococco nelle farmacie UK

Uno studio ha valutato il potenziale impatto clinico ed economico dell’introduzione dei test rapidi per lo streptococcus A nelle farmacie di comunità
in Inghilterra, con l’obiettivo di ridurre il ricorso inappropriato agli antibiotici e alleggerire la pressione sui medici. Molto interessanti i risultati.

Il mal di gola rappresenta uno dei disturbi più comuni osservati nelle cure primarie e, nella grande maggioranza dei casi, ha un’eziologia virale. Tuttavia, nonostante soltanto una minoranza delle faringiti sia causata da streptococcus pyogenes (gruppo A), gli antibiotici continuano a essere prescritti in oltre la metà delle consultazioni. Questa pratica non solamente si traduce in un utilizzo improprio di risorse, ma contribuisce anche alla diffusione della resistenza antimicrobica, una delle dieci grandi minacce di sanità pubblica.

Un nuovo studio, pubblicato sul “Journal of primary care & community health”, ha valutato il potenziale impatto clinico ed economico dell’introduzione dei test rapidi per lo streptococcus A nelle farmacie di comunità in Inghilterra, con l’obiettivo di ridurre il ricorso inappropriato agli antibiotici e alleggerire la pressione assistenziale sui medici di base.

Disegno dello studio e metodologia

Paolo Levantino

La ricerca è stata realizzata tra settembre 2018 e febbraio 2019 in 29 farmacie distribuite sul territorio inglese, coinvolgendo 59 adulti con sintomi di faringodinia. I farmacisti, formati specificamente sull’uso del punteggio FeverPain e sull’esecuzione del test per lo streptococco, hanno valutato i pazienti secondo un protocollo che prevedeva la somministrazione del tampone faringeo soltanto a chi presentava un punteggio clinico alto (4 o 5 punti). I soggetti con red flag, come trisma, difficoltà respiratoria o tumefazioni cervicali, venivano, invece, indirizzati direttamente al medico.

Durante la consulenza, i farmacisti non si sono limitati a un’applicazione rigida dello schema di punteggio, ma hanno integrato la valutazione con il proprio giudizio clinico, decidendo in alcuni casi di eseguire il test anche in presenza di punteggi bassi, ma di segni suggestivi di infezione batterica. Ai partecipanti è stato, inoltre, chiesto di indicare, tramite un breve questionario, quale percorso avrebbero intrapreso (visita dal medico, automedicazione oppure richiesta in farmacia) nel caso in cui il servizio di screening non fosse stato disponibile.

I test in farmacia riducono le visite

Tra i soggetti valutati, il 61% era di sesso femminile e la maggioranza aveva un’età compresa tra i 26 e i 64 anni. Complessivamente, 36 partecipanti sono stati sottoposti al test rapido, di cui 21 in base al protocollo standard (FeverPain 4-5) e 8 per decisione clinica del farmacista. I risultati hanno mostrato che l’86% dei soggetti con punteggio alto è risultato negativo al test, mentre soltanto il 14% ha avuto conferma di infezione streptococcica.

Questo dato evidenzia la scarsa capacità predittiva del solo punteggio clinico nel distinguere tra faringiti batteriche e virali. Se i pazienti fossero stati trattati solamente in base alla scala FeverPain, circa sette su otto avrebbero ricevuto un antibiotico non necessario. Il questionario ha, inoltre, mostrato che due terzi dei partecipanti avrebbero consultato un medico di base in assenza del servizio in farmacia, ma soltanto un terzo ha poi effettivamente avuto bisogno di una visita dopo il test, con una riduzione del 67% dei contatti evitabili con il medico di base.

Impatto economico e potenziali benefici per il Sistema sanitario nazionale

L’analisi economica ha mostrato un risparmio rilevante per il sistema sanitario. Il costo medio di una consulenza con test rapido in farmacia, comprensiva di dieci minuti di assistenza e del materiale diagnostico, è stato stimato in 9,46 sterline, mentre una visita di medicina generale ha un costo medio di 31 sterline.

La differenza, pari a circa 21,50 sterline per visita evitata, se applicata su scala nazionale, corrisponde a un risparmio di oltre 215 milioni di sterline (valori 2018/2019), che diventano circa 263 milioni dopo l’adeguamento ai prezzi del 2023/2024. Si tratta di un potenziale risparmio considerevole, considerando che le consultazioni per mal di gola rappresentano il 27% di tutte le visite per infezioni delle vie respiratorie superiori.

Conclusioni

Lo studio conferma, in linea con numerose evidenze internazionali, che l’introduzione dei test rapidi per lo streptococcus A nelle farmacie di comunità rappresenta un avanzamento significativo sul piano clinico e un intervento capace di produrre un impatto strutturale sull’efficienza complessiva del sistema sanitario. La possibilità di distinguere rapidamente le faringiti batteriche da quelle virali consente di migliorare l’appropriatezza terapeutica, riducendo l’uso non necessario di antibiotici e promuovendo un comportamento prescrittivo più responsabile.

Il servizio contribuisce, inoltre, a migliorare la qualità dell’assistenza e a ridurre in modo rilevante il numero di visite mediche evitabili, generando un risparmio economico stimato in oltre 250 milioni di sterline l’anno nel contesto inglese. Le risorse così liberate possono essere reinvestite in ambiti strategici della sanità pubblica, dalla prevenzione alla digitalizzazione dei processi, fino al potenziamento dei servizi di prossimità, favorendo un utilizzo più razionale e sostenibile dei fondi disponibili. In questa prospettiva, il test rapido per lo streptococcus A diventa un esempio concreto di come un intervento mirato e basato sull’evidenza possa coniugare beneficio clinico, sostenibilità economica e innovazione organizzativa.

Fonte: K. Edokpayi et al., “Streptococcus a rapid diagnostic testing in England community pharmacies: clinical and economic impact of empowering pharmacists in management of sore throat”, J Prim Care Community Health, 2025, Jan-Dec;16:21501319251340836. doi: 10.1177/21501319251340836.

(di Paolo Levantino, farmacista clinico e segretario nazionale Fenagifar, Farma Mese N. 10-2025 ©riproduzione riservata)

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