L’informazione viaggia online

L’informazione al farmacista si rinnova, andando incontro a un’evoluzione digitale che in molti apprezzeranno. E così medico e farmacista brindano alla “Ricetta Rossa” e ai bei tempi andati, in nome di una innovazione che offre tanti vantaggi, ma anche qualche nota malinconica.

“Ciao Matteo, come stai?”. “Tutto bene, Lorenzo (ndr: sta per Lorenzo Verlato, mega direttore galattico). Grazie, e tu?”. “Tutto bene Matteo, anch’io, grazie. Ti ho chiamato perché devo darti due notizie: la prima è che anche questo mese -chissà perché- abbiamo deciso di inserirti nella rivista (sempre spiritoso, il buon Lorenzo), quindi ti invito a mandarmi il nuovo pezzo velocemente, mentre la seconda riguarda il giornale: nel 2026 Farma Mese cambia pelle, si rinnova alla luce anche dell’evoluzione digitale”.

“Belin, davvero? Non riesco a riprendermi, non riesco a dire altro, è un pezzo di storia della farmacia italiana che se ne va”. “Fermo lì, Matteo, perché Farma Mese non muore, cambia soltanto vettore e si aggiorna, per essere al passo con i tempi in un mondo che cambia, dove le nuove tecnologie e l’evoluzione digitale impongo l’impiego di nuovi strumenti.

L’uso del digitale in sanità sta aumentando tra gli italiani e anche il mondo dell’informazione ne è colpito, forse addirittura in modo più pesante. Non siamo i primi né saremo gli ultimi, perché molte riviste, anche tra quelle destinate ai farmacisti, si stanno trasformando”.

Butto giù il telefono con Lorenzo e, un po’ frastornato, incomincio a pensare all’emozione della prima volta; quando ricevetti la prima copia con un mio articolo, l’emozione di sfasciarla con calma (avete presente il sistema Apple dell’apertura delle scatole), e poi l’odore della carta stampata, e poi via subito a cercare il mio articolo. Mannaggia quanto tempo è passato.

Chissà come si trasformerà Farma Mese e come e dove potrò leggere i suoi interessanti articoli. Lorenzo mi dice che non si tratterà di un semplice restiling grafico o editoriale, ma di un vero cambiamento. Certo, ogni novità comporta incertezza, ma può anche essere migliorativa.

La situazione mi fa venire in mente una telefonata di pochi giorni fa, quando un simpatico farmacista titolare mi aveva chiamato spiegandomi che era sua intenzione vendere, perché i tempi erano cambiati, si sentiva un pesce fuor d’acqua, non riusciva più a stare al passo con la tecnologia, la farmacia dei servizi, la burocrazia, la mancanza di farmacisti collaboratori, e così via. Ma la “goccia che fece traboccare il vaso” -precisò- “fu la dematerializzazione della ricetta”. E mi raccontò questo episodio, per avvalorare la sua tesi.

“Dottor Oberti” mi disse “una sera finito il lavoro in farmacia, stavo tirando giù la saracinesca esterna, quando mi sono ritrovato a pochi metri dall’amico medico del vicino studio associato. Salutandoci, abbiamo deciso di andare a farci un aperitivo insieme prima di tornare a casa. Premetto, siamo coetanei, ci conosciamo da una vita e abbiamo già l’età della pensione entrambi, eppure siamo ancora in pista a pedalare. Ebbene, una chiacchiera tira l’altra e dopo un po’ di aggiornamenti su figli e nipoti ci troviamo a parlare di lavoro, come sempre, e l’argomento, non so neanche il perché, diventa la ricetta cartacea”.

“Non ci crederete, sarà colpa dei fumi dell’alcool, ma iniziamo a rimpiangere il passato: “Si stava meglio quando si stava peggio” e avanti così, ricordando la libertà della ricetta “rossa”. Il mio amico medico ne tira fuori una, la solleva come a benedirla, e finiamo col fare un brindisi alla ricetta rossa. Che scena, che stupidi diranno i lettori, ma in realtà il momento fu molto suggestivo e sentito. “Ecco perché, dottor Oberti, voglio vendere, non ne ho più voglia”, ribadisce l’amico titolare. Ma di questo cari lettori, ne parleremo la prossima volta, qui su www.farmamese.it.

Girando per farmacie quasi tutti i giorni, mi ritrovavo spesso a parlare di Farma Mese con i clienti, molti mi facevano trovare la rivista aperta sul mio articolo nel loro studio, per testimoniare la loro vicinanza e l’assoluta fedeltà come lettori. Altri mi lasciavano aperti i miei articoli vecchi di mesi o anni precedenti, per contestarli oppure discuterne insieme perché non erano d’accordo. Era sempre e comunque un modo o un’occasione di confronto sincero e costruttivo.

La rivista entrava fisicamente in tutte le farmacie italiane, mentre oggi sarà fruibile su tutti i “device” del farmacista, perché essendo virtuale il lettore potrà leggere notizie e articoli sia dal classico Pc, ma anche su smartphone e tablet. Ma permettetemi, infine, di lanciare il mio personale “contest”, non spaventatevi, non vi obbligo a esibirvi o a cantare.

Dal prossimo anno scrivetemi una mail (matteo.oberti@farmatrade.it) su cosa pensate della trasformazione digitale, se vi piace di più, se la riterrete di miglior consultazione, o se la cosa non vi interessa. Comunque sia, vi prego un piccolo e semplice messaggio anonimo, se preferite, per pura curiosità e statistica, magari un semplice “emoticon”, come una reazione alla lettura, come una faccina che sorride, un pollice o un “like”.

Comunque sia non diciamo addio al vecchio Farma Mese, compagno di tante avventure, e rimaniamo in attesa di ritrovarlo rinnovato e con una nuova veste. Quindi, benvenuto nuovo farmamese.it, che “il futuro sia con te”.

(Matteo Oberti, Farma-Trade srl, Farma Mese N. 10-2025 ©riproduzione riservata)

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